La cultura è un diritto, condizione della cittadinanza e base etica dello sviluppo civile e sociale. È tessuto che connette il sistema cittadino, dal patrimonio artistico ai settori produttivi, dal welfare alla qualità della vita, dalle istituzioni al ricco associazionismo culturale. Ma può essere molto di più: culture, saperi, scienze, arti, ricerca, formazione, educazione, creatività, turismi, relazioni sono coordinate di una nuova strategia per le prospettive economiche della città in una dimensione internazionale. Investire su questi settori in un’ottica strategica e non assistenziale, anche con soluzioni innovative per intercettare importanti risorse private. Gli obiettivi sono creare nuova occupazione, rafforzare il senso di una comunità libera e coesa, rendere la città più attrattiva ed accogliente.

Bologna dovrà essere sempre più città della conoscenza: su questo terreno intendiamo riprogettarne la centralità, attraverso il Piano strategico, per contribuire alla crescita civile ed economica dell’Emilia-Romagna e del Paese. Cultura e scienza possono essere i valori fondanti di una nuova visione di sviluppo economico e sociale, un’identità condivisa su cui rilanciare anche un patto tra pubblico e privato.

Bologna città d’arte e del sapere, città della musica, dei musei e dei teatri, delle chiese e dei portici, città della manifattura e della gastronomia, delle scienze e delle fiere, crocevia e nodo strategico, città dell’Alma Mater: su queste potenzialità vogliamo arrivare alla creazione di un marchio Bologna da promuovere sul piano internazionale. Per vincere questa sfida occorre una stagione di progetti e riforme, e in primo luogo un nuovo patto tra Comune e Università. Per questo dobbiamo rinnovare con forza il messaggio che la città rivolge alle nuove generazioni e agli studenti universitari: qualità della formazione, opportunità, qualità e costo della vita, relazioni internazionali. In secondo luogo dobbiamo sottolineare la funzione educativa della scuola come la più importante per la qualità della crescita sociale ed economica. Investire nell’educazione di qualità è funzionale ad assicurare a ogni persona consapevolezza, dignità, libertà. Bologna ha già fatto tanto in questo campo e può offrire al paese soluzioni innovative, ma anzitutto deve difendere la scuola pubblica dall’attacco del governo nazionale, richiamando lo Stato ad assolvere le proprie funzioni costituzionali e a destinare risorse al sistema scolastico bolognese.

Creatività, cultura e scienza possono essere fondamenti di nuove centralità urbane diffuse nella città, finalizzate a favorire l’aggregazione sociale e la vitalità, valorizzare la pluralità e l’intreccio fra culture, a mantenere in città talenti e capacità. Per rafforzare il sistema culturale cittadino occorre innovarlo distinguendo le funzioni dai processi e ridando un ruolo chiaro a tutti gli attori, a partire da quello di regia dell’amministrazione comunale ed il contributo delle sue istituzioni.

 

AZIONI PRIORITARIE

 

  1. 1. Il patto della città con l’Università e gli studenti

Un patto con l’Università è necessario per definire insieme il futuro della città e coinvolgere a questo scopo le migliori intelligenze, ed avrà una sua particolare valenza nella definizione del Piano strategico.

Il Sindaco accoglierà ogni anno gli studenti, a significare che la città è la loro casa, con un evento cittadino, affiancato ad azioni e servizi per favore il loro inserimento in città. Vogliamo un’alleanza con gli studenti per valorizzare la loro presenza, mettere i loro talenti al servizio della città, favorire l’integrazione interculturale e intergenerazionale, promuovere un riconoscimento reciproco tra residenti e fuorisede. Temi da affrontare saranno un migliore orientamento per la ricerca dell’alloggio, la lotta agli affitti in nero con la prosecuzione della convenzione tra Comune di Bologna e Agenzia delle entrate per la registrazione dei contratti di locazione e del fondo di rotazione per le caparre; la messa a punto di strutture per l’ospitalità di studenti fuori sede e di un nuovo ostello per la gioventù, un piano di edilizia sociale per favorire la mobilità degli studenti e dei ricercatori; nuovi spazi per lo studio e l’aggregazione anche con la riqualificazione delle ex aree militari come luoghi attraenti per studenti e ricercatori e sedi di corsi e master di università straniere in collaborazione con la nostra; un piano condiviso per gli spazi di studio; l’istituzione di una settimana annuale dell’accoglienza dedicata alle matricole; corsi di italiano per gli immigrati tenuti dagli studenti nell’ambito di stage volontari; coinvolgimento degli studenti universitari nel supporto agli adolescenti nell’ambito di servizi di pubblica utilità come biblioteche e musei; progetti con centri di ricerca e mondo delle imprese anche nel quadro del Piano strategico; introduzione di azioni per il sostegno al merito e al reddito tramite borse di studio, prestiti fiduciari e microcredito in collaborazione con il mondo dell’economia e del credito; iniziative per favorire la mobilità su bus e bicicletta. La figura dello studente universitario va riconosciuta come cittadino temporaneo ma non di passaggio, anche attraverso forme partecipative e di rappresentanza nei confronti della città.

Il nuovo Tecnopolo presso la ex Manifattura tabacchi, insieme al Polo Universitario del Navile ed al Centro di ricerca del CNR, dovrà essere effettivo motore dell’innovazione al servizio dello sviluppo dell’economia territoriale. Fra le priorità tecnologico-scientifiche di cui dovrà occuparsi ci sono certamente l’economia verde, le energie rinnovabili e l’intreccio fra salute e tecnologia. In ogni caso occorre concentrare gli sforzi su un numero limitato di priorità capaci di offrire la prospettiva di un salto di qualità dal punto di vista tecnologico ed industriale, evitando la dispersione in mille rivoli. Sulla scelta delle priorità Amministrazione comunale ed Università dovranno insieme esercitare un ruolo forte e di prospettiva strategica, in vista anche della possibilità di canalizzare su queste priorità i fondi di sviluppo regionale dell’Unione Europea per il periodo 2014-2020.

 

2.      La centralità della scuola pubblica

Mantenere la centralità della scuola pubblica bolognese come uno dei punti di forza della città, luogo di accoglienza e di integrazione e accesso universalistico alle conoscenze, anche chiamando i diversi attori a definire un nuovo progetto pedagogico per una città educante, che coniughi l’acquisizione del sapere con i valori fondanti di una cittadinanza democratica.

Rafforzare il ruolo del Comune nelle funzioni di programmazione territoriale dell’offerta e soprattutto nelle funzioni di sostegno allo sviluppo della qualità dell’offerta formativa, ripensando e qualificando i servizi tradizionali gestiti dal Comune (i cosiddetti servizi integrativi), ma anche sostenendo le istituzioni scolastiche autonome nella gestione e nella prevenzione delle situazioni di disagio sociale e scolastico.

Valutare con uno studio di fattibilità la proposta di una Istituzione delle scuole e dei servizi educativi del Comune di Bologna: un progetto dedicato a reperire fondi per investire nella migliore qualità, autonomia ed efficienza delle scuole dell’infanzia gestite dal Comune di Bologna, ai nidi ed ai servizi educativi, contribuendo a garantire la futura offerta educativa nel nostro territorio. Attuare un programma di manutenzione straordinaria degli edifici scolastici. Promuovere gli Stati Generali sulla Scuola.

Impegno a procedere quanto prima alla realizzazione del secondo centro di produzione pasti di Seribo per servire in modo ottimale ed omogeneo tutte le scuole della città.

 

3.      Il sistema culturale e la città creativa

Promuovere insieme alla Provincia la nascita di un distretto culturale evoluto metropolitano come sistema territoriale che valorizzi le sinergie fra patrimonio culturale, infrastrutture e tessuto produttivo cittadino. Condividere con i portatori di interessi obiettivi e priorità per fare convergere investimenti pubblici e privati sui progetti culturali di rilevanza strategica, anche attraverso l’istituzione di nuovi strumenti amministrativi e finanziari condivisi. Lo scopo è coinvolgere e mettere in rete le competenze, le fondazioni, il sistema imprenditoriale e produttivo e l’amministrazione nel ruolo di indirizzo.

Una nuova strategia di supporto e valorizzazione delle produzioni artistiche e delle professioni creative della città che favorisca la messa in rete delle realtà; la condivisione di spazi e servizi; la creazione di nuove imprese ad alto contenuto di conoscenza; l’allargamento dell’occupazione soprattutto giovanile; l’internazionalizzazione e lo scambio tra operatori; la commercializzazione dei contenuti e la distribuzione dei contenuti anche tramite i nuovi media digitali; l’orientamento e la formazione degli operatori; l’accesso al credito e capitale di investimento; semplificazione di procedure e possibilità di fruire di servizi.

La disponibilità di spazi andrà ricercata recuperando gli spazi ora inutilizzati e definendo modalità di utilizzo condiviso e a tempo pieno degli spazi esistenti e oggi a destinazione esclusiva e spesso parziale, coinvolgendo scuole, teatri, centri sociali, centri anziani, musei, biblioteche in tutta la città. In questo senso sarà importante la valorizzazione dell’area del Parco Nord come parco dei creativi, così come già previsto nel PSC.

Il progetto della Manifattura delle Arti va completato con la realizzazione di un polo multifunzionale per i linguaggi contemporanei, in sinergia con le altre strutture presenti nell’area (Mambo, Cineteca, Dams, Laboratori Dms, Cimes, La Soffitta, Il Cassero) e con le realtà cittadine attive sul territorio. Coerentemente con questo scopo occorre valutare progetti di recupero e riutilizzo in ambito culturale della struttura dell’ex Cinema Embassy e della palazzina Magnani.

Palazzo d’Accursio dovrà essere al tempo stesso il luogo di incontro tra il governo municipale e la cittadinanza e la porta d’ingresso al nostro patrimonio culturale e al patrimonio dei musei cittadini. Realizzazione di una sede unitaria per le realtà impegnate nell’editoria, la scrittura e la letteratura. Andranno destinati nuovi spazi a Sala Borsa, di cui andrà prevista l’apertura domenicale.

Prevedere aperture serali dei Musei e valutare una turnazione per aperture domenicali. Valorizzare, tramite l’Istituzione Musei, la rete museale cittadina, dal Mambo al Museo Morandi, dalla Pinacoteca al Museo Civico archeologico e a quello della Musica, riaprire il Museo dei Trasporti, Lavorare per una completa integrazione del sistema museale cittadino, che veda collaborare l’Istituzione comunale con le altre presenti in città, a partire dal progetto Genus Bononiae, dalla sede del Museo della Città in Palazzo Pepoli, dalla rivitalizzazione del rapporto con la Fondazione Marconi e le altre realtà scientifico-culturali che caratterizzano il territorio metropolitano. Occorre fare di più per censire e valorizzare scritti e opere uniche presenti negli archivi e ad oggi non esposte, così come le esperienze artistiche figurative di epoca moderna.

Riprogettazione, insieme con l’Istituzione Biblioteche, del ruolo delle biblioteche come piazze del sapere e spazi pubblici multifunzionali vicini ai cittadini; luogo per attività culturali e sociali; utilizzo per attività di sostegno assistito allo studio dei ragazzi, luoghi di formazione sull’uso delle nuove tecnologie. Prevedere anche aperture serali. In ogni Quartiere si dovranno “accendere le lanterne” dei progetti pilota, come case della cultura, presidi dell’innovazione culturale e avamposti della vita civica e creativa della città. Una particolare attenzione andrà dedicata ai più piccoli, educandoli alla lettura, alla sperimentazione e alle arti, in collaborazione con la scuola.

Sostenere il Teatro Comunale puntando su una gestione più moderna e un utilizzo diversificato capace di farne un centro vivo di cultura anche al di là della realizzazione di eventi lirici. Pensare ad un’offerta unitaria e integrata del sistema teatrale cittadino pubblico e privato per facilitare la trasversalità del pubblico e la diversità dell’offerta, valorizzando le competenze degli operatori. Promuovere il sistema in un’ottica di produzione culturale.

Rafforzare il ruolo di Bologna città della musica per affermare la musica come elemento identitario e produttivo del nostro territorio, innovando l’intera filiera musicale, valorizzando l’esistente ed individuando nuovi servizi e spazi per i musicisti, attuando il progetto “città della Musica 2.0”. Particolare attenzione dovrà essere posta ai regolamenti che riguardano la musica dal vivo nei locali bolognesi, un settore da promuovere attraverso una nuova stagione di collaborazione tra gestori privati e pubblica amministrazione, senza perdere di vista la necessaria tutela e valorizzazione del lavoro degli artisti.

Promuovere la candidatura di Bologna a capitale mondiale del libro per il 2014 dell’Unesco, in un quadro che metta a sistema eventi come la Fiera del libro per ragazzi (di cui si celebra il 50° nel 2013), Artelibro, Bilbolbul, adALTAvoce e risorse come il sistema delle biblioteche, e promuovendo iniziative che mettano al centro il libro e la scrittura, anche aiutando l’emersione del mondo sommerso degli appassionati alle diverse forme di scrittura.

Promuovere il progetto “2016 – IX centenario del Comune di Bologna“, per celebrare l’istituzione che da sempre si identifica con la città stessa. Nove secoli sono una bella età da raccontare, costruendo una programmazione di eventi ed iniziative nel corso dell’anno e lanciando contestualmente una campagna specifica per l’attrazione turistica.

Promuovere il valore storico e turistico proprio del sistema delle acque della città attraverso un programma dedicato al loro ripristino e manutenzione, affiancato da specifici progetti e iniziative dedicate alla diffusione della conoscenza.

Riconoscimento del valore culturale, economico e sociale dell’arte di strada, all’interno delle politiche e dei regolamenti dell’amministrazione comunale, come sperimentazione di varie forme d’espressione artistica e per l’animazione e la caratterizzazione dello spazio pubblico in città.

 

4. La vita notturna

Bologna ha una vocazione naturale ad aggregare giovani, meno giovani, residenti e non residenti, nell’ambito di attività culturali e di divertimento. Occorre valorizzare il patrimonio di vivacità degli studenti universitari facendoli sentire cittadini e non ospiti. Questo principio però deve essere sempre più  accompagnato dalla ricerca di un giusto equilibrio tra diritti e doveri: divertirsi  anche in orari notturni deve implicare il rispetto per i diritti altrui, a partire dal diritto al riposo. In questo quadro promuoveremo una nuova stagione di confronto con i cittadini, i comitati e le associazioni di categoria per un nuovo patto: aggregazione e svago, ma nel rispetto dei diritti di tutti.

Valorizzazione delle attività a carattere culturale e musicale che si svolgono in tutta la città, creando una rete degli eventi di quartiere, in collaborazione con l’Università e con le associazioni del territorio. Rigenerazione quindi anche notturna degli spazi urbani, valorizzando strade e piazze della città e affrontando con misure efficaci il tema della condivisione degli spazi fra residenti e fruitori delle offerte di aggregazione, una gestione degli orari condivisa per garantire insieme la quiete pubblica e il mantenimento di Bologna come città divertente, socializzante e sicura. Potenziamento del servizio di trasporto pubblico notturno, e sperimentazione di forme innovative di mobilità, rilancio del taxi rosa.

Ad esempio, vogliamo completare il recupero del Lungoreno come palco per l’estate bolognese, con luoghi di relazione da fruire anche alla sera in modo da rivitalizzare l’area e ridurre i fenomeni di disturbo lamentati sul centro storico e nelle zone residenziali.

 

5. Attrattività, turismi e comunicazione

Bologna necessita di un nuovo progetto di complessivo di marketing territoriale e comunicazione per promuovere la propria attrattività nei confronti di diverse forme di turismo. A questo scopo vogliamo promuovere un programma d’azione pluriennale per fare sistema, nel quale i diversi attori condividano obiettivi e strumenti per il rilancio turistico della città, realizzando un marchio Bologna e promuovendo lo sviluppo e la promozione del turismo bolognese, capace di valorizzare l’offerta del territorio e le professionalità e la formazione degli operatori coinvolti.

Sarà l’occasione per una riflessione sull’intreccio fra punti di forza della nostra tradizione e quelli dell’innovazione culturale e scientifica su cui definire l’immagine da promuovere della nostra città ed una strategia complessiva di marketing territoriale, comunicazione urbana, attrazione degli investimenti e posizionamento della città nel mercato dei diversi turismi, pieno utilizzo dei canali di promozione e delle opportunità di finanziamento europeo.

Sul fronte del turismo congressuale e fieristico vanno sviluppati una serie di eventi specifici collegati alle fiere più importanti, nel quadro di un rilancio strategico dell’offerta fieristica di Bolognafiere. Un buon esempio di questo tipo ci è stato offerto recentemente da Artelibro e dal ricco calendario di eventi collegati. Sarà fondamentale in questo senso definire un’agenda annuale degli eventi di maggiore appeal internazionale della città, che contribuiscano alla sua narrazione e costruzione di un immaginario caratteristico e originale.

Al tempo stesso occorre la capacità di differenziare l’offerta, per cogliere le opportunità offerte dal milione di passeggeri in più portati dalle linee low cost in aeroporto, cui presto si aggiungerà l’incremento indotto dall’alta velocità ferroviaria, e per venire incontro ai diversi turismi interessati alla nostra città: dal filone enogastronomico ai percorsi artistico-culturali, dal trekking urbano ad altri ancora. Per questo occorre predisporre offerte differenziate di alloggio e di fruizione della città: va incrementata l’offerta di camere in bed&breakfast e la disponibilità di camere  in alberghi a una o due stelle; un’attenzione analoga serve anche sul fronte della ristorazione; bisogna realizzare un’area attrezzata di sosta e camper service; occorre valorizzare un calendario di eventi non basati soltanto sul calendario fieristico e sui paradigmi caratteristici del turismo d’affari.